“La trasformazione della Sicilia in una terra cristiana”, sottolinea David Abulafia, “fu anche, paradossalmente, opera di coloro la cui cultura era minacciata”. Ma soprattutto veniva meno il mito dell'invincibilità degli arabi che dettero finalmente dei segni di cedimento interno su su tutto il territorio siciliano. Il normanno Regno di Sicilia di Ruggero II è stato caratterizzato dalla sua natura multietnica e dalla tolleranza religiosa. L'occupazione di Messina avvenne poco dopo e, nonostante l'arrivo di rinforzi dal Maghreb, la superiorità militare normanna a poco a poco s'impose in un'isola ormai preda delle contese tra i piccoli signorotti (qāʾid) musulmani. La ribellione infiammò la Sicilia e Ibn Qurhub scelse di rinunciare alla carica di governatore per andare in esilio. Storia della Sicilia. Un ulteriore accordo tra il nuovo patrizio Gregorio e l'Emiro stabilì la libertà di commercio tra l'Italia meridionale e l'Ifrīqiya. Vennero così introdotte nuove coltivazioni laddove da secoli si coltivava solo il grano. L'inutile resistenza fu capeggiata da Ibn ʿAbbād conosciuto come Benavert, signore di Siracusa che resistette fino al 1086. Nel Val Demone poi le difficoltà nella conquista e le resistenze della popolazione determinarono una dominazione perlopiù concentrata nel mantenimento delle tasse e dell’ordine pubblico. Venne investito nuovo emiro di Sicilia Jābir, figlio del defunto Qasim; l'anno successivo Jābir venne deposto e seguirono i brevi regni di Giafar I (983-985) e ʿAbd Allāh (985-989) che furono abbastanza pacifici dal punto di vista della politica interna, ma che videro in politica estera la ripresa delle ostilità navali contro contro l'Impero Bizantino, la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Pisa. Negli anni 1160 iniziarono i pogrom "longobardi" (intesi nel senso di "lombardi di Sicilia", in realtà genti che provenivano dall'odierno Piemonte, oltre che dall'attuale Lombardia)[36] contro i musulmani[35] che in Sicilia furono sempre più separati dai cristiani, anche dal punto di vista geografico. Il processo di latinizzazione fu grandemente favorito dalla Chiesa di Roma e dalla sua liturgia. Gli ebrei, esattamente come i cristiani, pagavano la jizya e l'imposta sugli immobili (kharāj), dalla seconda metà dell'XII secolo iniziarono a pagare anche una tassa speciale sulle merci importate (ushr). Dopo la morte di Enrico VI nel 1197 e quella di sua moglie Costanza l'anno successivo in Sicilia si verificarono tumulti politici. Conquista normanna dell'Italia meridionale Una lettera scritta alla vigilia della conquista normanna, intorno al 1060, spiega che l'ultimo sovrano musulmano di Palermo, Muḥammad ibn al-Bābā al-Andalusī, nominò Zakkāar ben ʿAmmār nagid della comunità ebraica palermitana. [21], Nello scenario di discordie e di instabilità creatosi, con l'emiro ziride ʿAbd Allāh che nel 1036 aveva preso possesso l'isola contro i Kalbiti, i Bizantini tentarono nel 1038 una riconquista con Stefano, fratello dell'imperatore Michele IV il Paflagone, alcune truppe normanne ed esuli lombardi, guidate dal generale Giorgio Maniace. Un'evidente traccia di architettura musulmana in Sicilia rimarrebbe, dunque, nei soli edifici realizzati dai normanni - in tempi alquanto posteriori - ricorrendo a manodopera islamica, fra cui si possono ricordare il Castello della Zisa (dall'arabo ʿAzīza, "Meravigliosa"), il Castello della Cuba (dall'arabo qubba, "cupola") di cui faceva parte la Cubula (la "piccola Cuba") - entrambe collocate in un complesso lacustre artificiale, circondato da un'estesa foresta, cui fu dato il nome di Jannat al-arḍ, "Il giardino - o paradiso - della terra": il Genoardo. Nel 962 fu espugnata Taormina, dopo un lungo assedio finalmente cadde anche Rometta nel maggio del 965. The Greek church and the conversion of Muslims in Norman Sicily? Nel 939 la ribellione scoppiò in tutto il Val di Mazara con la richiesta di aiuto persino all’imperatore bizantino che inviò delle forze insufficienti finché nel 940 i tumulti furono sedati.[10]. Cefalù cadde nell'837, Corleone nell'839, Caltabellotta nell'840, Messina nell'842, Modica nell'845, nell'848 Ragusa, nell'853 Butera, Enna (Castrogiovanni) nell'859, nell'865 Scicli e l'anno dopo definitivamente Noto[4]. Ibu kotanya adalah Palermo.. Muslim mula menyerang pulau ini pada tahun 652, dan merampas kawalan seluruh pulau daripada empayar Byzantine dalam satu siri-siri konflik yang panjang bermula pada tahun 827 sehingga 902. Nel suo corpo di spedizione aveva però militato il normanno Guglielmo Braccio di Ferro che, tornato tra i suoi parenti, riferì delle meraviglie dell'isola e della possibilità di farsene un dominio a scapito dei musulmani. Le nuove piante introdotte come l'arancio, il limone, la canna da zucchero, il papiro e gli ortaggi necessitavano di irrigazione. Nel 915 a seguito di un accordo di tregua tra il reggente fatimida Ibn Qurhub e l’imperatrice di Bisanzio Zoe che concedeva la somma di 22 000 monete d’oro, i berberi agrigentini si ribellarono considerando l’accordo un errore, dato che avrebbero voluto proseguire le scorrerie nell’Italia meridionale. Ma l’emiro era minacciato da un tentativo bizantino di conquista di Messina nel 976, tentativo fermato che anzi consentì ad Ali di saccheggiare diverse città bizantine del Sud Italia. Messina fu la prima grande città siciliana a cadere nelle mani di Ruggero, divenendo la prima capitale del nascente Stato siciliano degli Altavilla. [29] Alla fine dell'estate del 1038, sbarcò nell'isola, dove in brevissimo tempo occupò Messina. La vittoria venne funestata dall'uccisione in battaglia dell'Emiro Qasim, ma le armate tedesche e i loro alleati italici furono costretti ad una frettolosa fuga verso nord e lo stesso imperatore Ottone II si salvò per puro caso fuggendo su un'imbarcazione mercantile bizantina.[4]. L’anno successivo i berberi ritentarono nuovamente sconfiggendo i Fatimidi. [15] Nonostante questo la maggioranza della popolazione non si convertì all'Islam. La Sicilia occidentale infatti era maggiormente islamizzata e la presenza numerica degli arabi era molto maggiore rispetto alle altre parti. Nell'812 il figlio di Ibrāhīm, ʿAbd Allāh I b. Ibrāhīm, ordinò un'invasione vigorosa della Sicilia, ma le sue navi furono prima ostacolate dall'intervento di Gaeta e Amalfi, e poi distrutte in gran parte da una tempesta. Infatti, la religione islamica proibisce ai musulmani di vivere sotto un governo non-musulmano, se ciò possa essere evitato. Emirato di Ifriqiya, Aghlabid Ifriqiya all'interno moderna Tunisia, l'Algeria, la Sicilia, il Marocco e la Libia 800-909 Emirato di Tunisi , hafside Ifriqiya all'interno moderna Tunisia , l'Algeria e la Libia 1229-1574 A meno di non considerare un contributo specifico di tecnici persiani, che possedevano un'ottima tradizione rispetto ai popoli del Nord Africa. [19], Bisogna anche specificare che la dominazione musulmana nell’isola non fu uguale, la divisione nelle tre valli serviva anche a distinguere i differenti approcci di governo. [8] Maniace poi fu richiamato in patria a causa delle invidie che le sue imprese avevano suscitato e non poté più riprendere in Sicilia le sue azioni militari. Vennero introdotte tecniche innovative nell'agricoltura, in particolare nel Val di Mazara, e abolita la monocoltura del grano che risaliva al tardo impero, si passò alla varietà delle coltivazioni. Mentre a seguito della conquista di Palermo nel 886 venne coniata la kharruba che valeva 1/6 di dirhem. Non trovò particolare resistenza ma la sua marcia si arrestò nei dintorni di Cosenza, che forse fu la prima cittadina a opporsi con un certo impegno all'invasione. Ma il comandante Khalìl assediò nuovamente Palermo per otto mesi riprendendola. Nel commercio l'isola fu inserita in un'estesa rete marittima, divenendo il punto nevralgico degli scambi mediterranei. [34] [39] [37] Lo sbarco avvenne il giorno seguente nei pressi di Capo Granitola, occupando la vicina Mazara del Vallo (che diverrà emirato), e quindi Lilibeum (poi Marsala, in arabo Marsa ʿAlī, "il porto di ʿAlī" o Marsa Allāh, ossia il "porto di Dio") ed entrambi i centri furono fortificati e usati come testa di ponte e base di attracco per le navi. È anche assai probabile che a Palermo fosse attivo un ṭirāz, laboratorio in cui le autorità sovrane facevano creare tessuti di grande pregio (spesso concessi in segno di apprezzamento ai propri sudditi per premiarli della loro opera o come dono di Stato nel caso dell'invio o del ricevimento di ambascerie straniere). Governatorato con sede a Palermo (dal 948. [30][31] Contea di Sicilia La spedizione, tuttavia, si concluse con un insuccesso da un punto di vista strategico, a causa della riscossa dei siculo-arabi, ma i risultati tattici conseguiti furono di grande importanza, perché veniva meno il mito dell'invincibilità degli arabi che dettero finalmente dei segni di cedimento interno su su tutto il territorio siciliano. Palermo, governo oligarchico poi Alì ‘ibn al Mu’Izzo ‘Ibn Bâdîs, nel 1072 di nuovo sotto il Comune. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 9 dic 2020 alle 13:08. Nel 962 fu espugnata Taormina, dopo un lungo assedio finalmente cadde anche l'ultima roccaforte di Rometta nel maggio del 965. Palermo (Balarm) fu designata capitale in quanto residenza dell'Emiro, ebbe un notevole sviluppo urbanistico divenendo potente e popolosa. [11], Il primo emiro kalbita fu al-Hasan ibn Alì (948-953), mentre il capitano dell’esercito era il fatimida al-Mansùr che dovette subito reprimere delle rivolte a Palermo. Grazie al livello di ricchezza e prosperità che raggiunsero poterono donare denaro allo yeshivah di Palestina. Storia della Sicilia per città I quattro Caidati erano: Come già anticipato, il normanno Guglielmo Braccio di Ferro, tornato tra i suoi parenti dopo l'infruttuosa spedizione di Giorgio Maniace, riferì delle meraviglie dell'isola di Sicilia e della possibilità di farsene un dominio a scapito dei musulmani. La sua capitale era Palermo. Nel 1063 nei pressi del fiume Cerami (un affluente del Salso) Ruggero sconfisse un esercito di arabi siciliani e ifriqiyani, in cui cadde anche il qāʾid di Palermo, Arcadio[23]. Il dirhem era d’argento e pesava 2,97 grammi. Palermo era la capitale sin dal tempo dell'Emirato di Sicilia, mentre Corleone era importante centro agricolo e civile dell'entroterra di Sicilia. Ciò fa intuire un apporto soprattutto locale piuttosto che arabo in quanto pur essendo prodotti provenienti dai paesi limitrofi, gli arabi e i berberi non possedevano le stesse capacità dei romani, quanto al trasporto dell'acqua. Il dominio della Dinastia Kalbita durato oltre cento anni corrisponde anche all’epoca d’oro della Sicilia islamica, un periodo ricco di arte e cultura. Nel 998, Ysuf, colpito da grave infermità, abdicò in favore del figlio Giafar II; costui, assumendo le redini dello Stato, rispolverò, dopo più di un millennio, il titolo di Re (in arabo Malik) di Sicilia, reputandolo più appropriato per l'Isola, memore del fatto che la Sicilia era stato un regno nell'antichità. Con più di 2 miliardi di ricerche di voli elaborate annualmente, siamo in grado di mostrare un'ampia varietà di prezzi e opzioni sui voli da Sicilia per Dubai (Emirato). Questa triplice ripartizione serviva anche a distinguere i differenti approcci di governo. In risposta, papa Innocenzo III proclamò una crociata contro Marcovaldo, sostenendo che aveva stretto una diabolica alleanza con i Saraceni di Sicilia. Quando nel 948 l’emirato fatimida venne spostato in Egitto, la conduzione dell'isola fu affidata, con la più ampia autonomia, ai loro fedeli emissari kalbiti che crearono un emirato indipendente, fedele al governo del Cairo solo per ciò che riguardava l'aspetto religioso. Venne saccheggiata per un mese Siracusa, capitale dell'isola, e il territorio circostante. L'inutile resistenza fu capeggiata da Ibn ʿAbbād conosciuto come Benavert, signore di Siracusa che resistette fino al 1086. I musulmani imposero ai cristiani che non intendevano convertirsi all'Islam la consueta fiscalità prevista dalla dhimma (più pesante rispetto a quella riservata ai sudditi musulmani - assoggettati al solo pagamento della zakāt - e costituita dalla jizya ed eventualmente dal kharāj), così la parte occidentale dell'isola si convertì quasi al 50%, mentre la parte orientale mantenne prevalentemente la fede cristiana. Le nuove piante introdotte come l'arancio, il limone, la canna da zucchero, il papiro e gli ortaggi necessitavano di irrigazione. Nel 1019, Palermo si rivoltò contro i Kalbiti; venne assaltato il loro palazzo e vennero uccisi il visir e il Ciambellano; Giafar II e il padre, il vecchio emiro Yūsuf, che aveva rinunciato nel 998 al trono in seguito a una patologia che lo aveva reso infermo, vennero risparmiati ma furono costretti a riparare in Egitto. Sotto il dominio musulmano le comunità ebraiche siciliane -in particolar modo quella di Palermo- aumentarono di numero, per l'arrivo di ebrei schiavi e riscattati dai loro correligionari. Piuttosto che sterminarli, nel 1223, Federico II e i cristiani cominciarono le prime deportazioni di musulmani a Lucera. Durante i … E la cantilena trascinata, monotona e morbida, sentita di sfuggita dalla porta aperta di una casa, è proprio la stessa, col ritmo e con l'accento, di quella cantata dal cavaliere vestito di bianco che guida i viaggiatori attraverso i grandi spazi spogli del deserto.», Contesto storico precedente alla conquista, Primi attacchi musulmani alla Sicilia (652-826), La Sicilia provincia del califfato fatimida, Le influenze linguistiche e toponomastiche, È evidente che nel computo erano comprese tanto le grandi, Princes and Merchants: European City Growth before the Industrial Revolution, L'invenzione del regno: dalla conquista normanna alla fondazione del Regnum Siciliae (1061-1154), Il termine Langobardia indicava generalmente la, A History of Sicily: Medieval Sicily 800—1713, From Islam to Christianity: the Case of Sicily, Religion, ritual and mythology: aspects of identity formation in Europe. Battaglie in Puglia: L’invasione araba e l’Emirato di Bari. Essendo la lingua in uso per parecchio tempo, l'arabo ha inciso anche sulla toponomastica di parecchi nomi presenti sull'isola. Sicilia post-unitaria [20], La moneta introdotta dagli arabi era il dinar, in oro e dal peso di 4,25 grammi. Tuttavia l'arresto avvenne probabilmente più per il disordine con cui le operazioni militari furono svolte e per la carenza di conduzione militare, che impedirono di cogliere concreti risultati. EMIRATO ARABO DI SICILIA: L’INIZIO DELL’AUTONOMIA DELL’ISOLA 17 Ottobre, 2015 Redazione 14 Commenti emirato, SICILIA. Restavano le fortezze di Taormina e Catania. Catania sotto Ibn al Maklâtî fino al 1053, ma la data è incerta. Ad esempio nel portico sud della Cattedrale di Palermo si trova ancora una colonna con un'iscrizione araba, probabilmente originale, che riporta il versetto 54 della sūra 7 del Corano, detta "del Limbo", che recita "Egli copre il giorno del velo della notte che avida l'insegue; e il sole e la luna e le stelle creò, soggiogate al Suo comando. A quell'epoca, stava assumendo proporzioni critiche la ribellione dei musulmani, che controllavano Jato, Entella, Platani, Celso, Calatrasi, Corleone (presa nel 1208), Guastanella e Cinisi. Resisteva Siracusa, sede dello strategos da cui dipendevano tanto il drungariato di Malta quanto le arcontie (ducati) di Calabria, di Otranto e, almeno teoricamente, di Napoli. Una parte della comunità islamica tuttavia rimase, anche alla luce di un'importante fatwā dell'imam al-Māzarī che legittimava la permanenza di musulmani in Dār al-ḥarb purché fosse loro consentito di godere concretamente del portato della Legge islamica. Palermo (Balarm) fu designata capitale in quanto residenza dell'Emiro, ebbe un notevole sviluppo urbanistico divenendo potente e popolosa. L'isola da allora fu divisa in tre diversi emirati praticamente indipendenti e rivali tra loro: la parte occidentale (gran parte del cosiddetto Val di Mazara) fu sotto il dominio di Abd Allah ibn Mankut; Ali-ibn-Ni’ma, detto ibn al-Hawwas (l’agitatore) ebbe i territori da Messina fino a Castrogiovanni (oggi Enna) fino ad estendersi ad Agrigento; l’ultimo, ibn al-Maklati divenne il reggente di Catania e del Val di Noto. Paradossalmente, in quest'epoca gli arcieri saraceni erano una componente comune di questi eserciti "cristiani" e la presenza di contingenti musulmani nell'esercito imperiale rimase una realtà anche sotto Manfredi e Corradino.[42][43]. La Sicilia fu gestita in semi-autonomia dai suoi emiri, anche se dipendente dagli Aghlabidi dapprima e dai Fatimidi poi. Cacciati gli ziridi e i bizantini, nel 1040, venne acclamato come nuovo Emiro di Sicilia Hasan II, fratello minore di Ahamad II, ucciso in battaglia tre anni prima. di Iqlīm): Val di Mazara, Val Demone e Val di Noto. Sicilia islamica Comparve la canna da zucchero, gli ortaggi, gli agrumi, i datteri e i gelsi e si avviò anche uno sfruttamento minerario. Superato in uno scontro dall'indeterminata ampiezza un non meglio identificato Balatas (Curopalate? La si ritrova ovunque, la nota acuta dell'arabo, quella nota che sembra scendere dalla fronte nella gola, mentre, nel nord, sale dal petto alla bocca. Nel 1050 Palermo raggiunse i 350.000 abitanti, divenendo una delle più grandi città d'Europa, dietro solo alla capitale dell'Emirato di Spagna, Cordova, e alla capitale dell'Impero Bizantino, Costantinopoli. A questo proposito, Peri cita alcuni toponimi che riflettono questo stato di cose: Gardūţa (Grotte) vicino Agrigento; Uomini città e campagne in Sicilia dall'XI al XIII secolo, International Encyclopaedia of Islamic Dynasties, Storia della Sicilia dalle origini ai giorni nostri, Conquista normanna dell'Italia meridionale, Shihāb al-Dīn Aḥmad ibn 'Abd al-Wahhāb al-Nuwayrī, Abū l-Qāsim al-Ḥasan ibn ʿAlī ibn Abī l-Ḥusayn, Assemblea Regionale Siciliana - Il Palazzo dei Normanni, La Madonna dei Milici di Scicli: cristiani e musulmani nella Sicilia del Mille: i più antichi testi in volgare: storia, tradizione, fede, civiltà, arte, folclore, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Storia_della_Sicilia_islamica&oldid=117169827, Voci con modulo citazione e parametro coautori, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, la prima quando (827-910) la Sicilia aveva un governatore nominato dall'emiro aghlabide di, la seconda (910-948) durante la quale i governanti erano. È il secondo aumento in due anni: nel 2019 erano stati aggiunti 7 miliardi di barili. [27][28] La presenza islamica ha determinato l'adozione di termini di origine araba nei dialetti isolani. Contribuì alla disfatta dei siculo-arabi anche la Repubblica Marinara di Pisa, alleata degli Altavilla, che nel 1063 attaccò il porto di Palermo, nella cosiddetta impresa di Palermo, mettendo in grave difficoltà i musulmani e saccheggiando numerose navi, con un bottino che servirà anche per la costruzione della famosa cattedrale in Piazza dei Miracoli. L' Emirato di Sicilia (in arabo : إمارة صقلية) è stato un emirato sull'isola di Sicilia che esisteva dal 831 al 1091. L'Emirato di Sicilia fu uno Stato insulare dell'Europa mediterranea limitato all'Isola di Sicilia e al suo arcipelago che esistette tra il 948 e il 1091, anno in cui Ruggero I di Sicilia, conquistata l'ultima roccaforte islamica di Noto, unificò l'intera isola sotto la Contea di Sicilia istituita nel 1061. ), messo in fuga presso Corleone, e superata quindi alla meglio nell'828 un'epidemia, probabilmente di colera, che portò alla morte per dissenteria lo stesso Asad (sostituito da Muḥammad b. Abī l-Jawārī per volere degli stessi soldati[3]), i musulmani ottennero rinforzi nell'830, in parte dall'Ifrīqiya (allora impegnata a respingere l'attacco del duca di Lucca, Bonifacio II) e in maggior parte da al-Andalus, mentre in Sicilia giunse un gruppo di mercenari al comando del berbero Asbagh b. Wakīl, detto Farghalūs. Il suo potere, però, risultò fortemente limitato e condizionato dall'aristocrazia (soprattutto quella palermitana) concentrata nella potente assemblea della Giamà’a. L’emirato di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, ha aumentato le proprie riserve convenzionali di petrolio di 2 miliardi di barili, portandole a 107 miliardi in tutto. Sicilia vandala [19], .mw-parser-output .navbox{border:1px solid #aaa;clear:both;margin:auto;padding:2px;width:100%}.mw-parser-output .navbox th{padding-left:1em;padding-right:1em;text-align:center}.mw-parser-output .navbox>tbody>tr:first-child>th{background:#ccf;font-size:90%;width:100%}.mw-parser-output .navbox_navbar{float:left;margin:0;padding:0 10px 0 0;text-align:left;width:6em}.mw-parser-output .navbox_title{font-size:110%}.mw-parser-output .navbox_abovebelow{background:#ddf;font-size:90%;font-weight:normal}.mw-parser-output .navbox_group{background:#ddf;font-size:90%;padding:0 10px;white-space:nowrap}.mw-parser-output .navbox_list{font-size:90%;width:100%}.mw-parser-output .navbox_list a{white-space:nowrap}.mw-parser-output .navbox_odd{background:#fdfdfd}.mw-parser-output .navbox_even{background:#f7f7f7}.mw-parser-output .navbox_center{text-align:center}.mw-parser-output .navbox .navbox_image{padding-left:7px;vertical-align:middle;width:0}.mw-parser-output .navbox+.navbox{margin-top:-1px}.mw-parser-output .navbox .mw-collapsible-toggle{font-weight:normal;text-align:right;width:7em}.mw-parser-output .subnavbox{margin:-3px;width:100%}.mw-parser-output .subnavbox_group{background:#ddf;padding:0 10px}, L'invenzione del regno: dalla conquista normanna alla fondazione del Regnum Siciliae (1061-1154). [39][40], Nel 1221 Federico II, non più bambino, rispose con una serie di campagne contro i ribelli musulmani e le forze degli Hohenstaufen sradicarono i difensori da Jato, Entella e dalle altre fortezze. L'Emirato di Bari fu un'entità politico-militare musulmana, retta da un emiro, che nell'arco di un quarto di secolo, tra l'847 e l'871, sorse nel mezzogiorno d'Italia nel territorio urbano e suburbano della città di Bari.Esso, malgrado la sua esiguità, fu il più rilevante insediamento islamico nella Penisola italiana. L'Emirato di Sicilia La suddivisione dell'Italia intorno all'anno Mille È necessario dire che il governo dell’isola non fu esente da lotte intestine tra fazioni che si contendevano il potere. [41] L'isola venne suddivisa amministrativamente in tre valli (aqālīm, pl. Lo stesso argomento in dettaglio: Emirato di Sicilia (948-1091) e Storia dell'Islam nell'Italia medievale. I lavori furono completati nel 1143. I ribelli musulmani dell'isola si schierarono con i signori della guerra tedeschi, come Marcovaldo di Annweiler. La spedizione fu un insuccesso da un punto di vista strategico ma i risultati tattici conseguiti furono di grande importanza, perché egli riuscì a sbaragliare un esercito in numero maggiore.