Risultati Referendum 2020 taglio parlamentari in diretta: quesito, testo legge, ragioni Sì e No, effetti post voto. Leggi su Sky TG24 l'articolo Referendum contro il taglio dei parlamentari, raggiunto il numero di firme: depositate 71 Erano necessarie 64 firme dei senatori, ma ne sono arrivate 7 in più. Dalle ore 7 alle 15 è ancora possibile votare per il Referendum costituzionale 2020 sul taglio dei parlamentari: dopo la prima giornata di votazioni ieri, con affluenza finale sopra il 30%, la sfida lanciata dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico (con decisi distinguo, ndr) vede ancora qualche ora prima dei risultati in diretta dalle ore 15 in poi (con anche i primi exit poll subito dopo la chiusura delle urne). Secondo quanto sottolineato da YouTrend, nei centri delle grandi città non si sta notando quella partecipazione di massa che era una delle speranze dei sostenitori del No per bilanciare il voto delle periferie, sulla carta più favorevoli al taglio. Indipendentemente dal numero di votanti, il risultato quindi viene sempre preso in considerazione. Domenica e lunedì gli italiani saranno chiamati alle urne per confermare o meno la riforma del taglio dei parlamentari, che prevede 230 deputati e 115 senatori in meno dalla prossima legislatura. Infine. Intanto prosegue lo spoglio elettorale con il Sì vincente al 69,5% dopo quando mancano solo 5mila Comuni da sezionare in tutta Italia, con No al 30,45% e affluenza finale al 54,58%. Il tema è sempre lo stesso, la firma per la modifica degli articoli 56, 57 r 59 della Costituzione che arriverebbe a tagliare 345 parlamentari dalla prossima Legislatura: da 630 a 400 deputati alla Camera, da 315 a 200 senatori a Palazzo Madama. “I 5 stelle son sempre stati uno dei punti di riferimento del popolo italiano” aggiunge riferendosi al fatto che nonostante nel voto regionale abbiamo preso punteggi molto scarsi, quando si muovono per iniziative come queste ottengono grandi risultati. Dalle 16.30 invece usciranno le proiezioni per le Regionali per Swg-ça7 e Opinio Rai. Fino a qui Il Senato, ha spiegato Lorenzo Cuocolo, professore di Diritto costituzionale comparato ed europeo all’Università di Genova, in base alla Costituzione deve essere eletto su base regionale: «È evidente che le Regioni più piccole – come la Liguria – avranno una grande difficoltà ad essere compiutamente rappresentate in Senato, sia con esponenti della maggioranza, sia con esponenti delle minoranze. Secondo i favorevoli, il taglio renderebbe dunque il parlamento più efficiente, migliorerebbe «il rapporto tra cittadini e istituzioni» ed eliminerebbe «la frammentazione tra svariati gruppi parlamentari, che a volte non rappresentano le principali forze politiche presenti nel paese ma gruppetti che servono solo a organizzare la sopravvivenza sulla poltrona». Maurizio Molinari, direttore di Repubblica, in un editoriale pubblicato oggi ha spiegato che secondo l’Osservatorio dei conti pubblici italiani di Carlo Cottarelli, i risparmi sarebbero non di 100, ma di 57 milioni l’anno: «Ovvero una cifra significativamente più bassa di quella enfatizzata dai sostenitori della riforma», pari allo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana. Come si ricorderà domenica 20 e lunedì 21 settembre il popolo italiano voterà il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, in concomitanza con le elezioni regionali e comunali. Referendum, il governatore lombardo Fontana: "Penso proprio di votare no" Anche l'ex ministro leghista Castelli boccia il taglio dei parlamentari 14 Settembre 2020 1 minuti di lettura Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari"? Gli argomenti a favore del Sì hanno a che fare innanzitutto con la riduzione dei costi della politica e dunque con un risparmio economico per il bilancio dello stato che sarebbe pari a 100 milioni di euro all’anno (ci torniamo). Il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari ha segnato la vittoria "Sì". Domenica 20 e lunedì 21 settembre gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale riguardante il taglio dei parlamentari. Stefano Ceccanti, deputato del Partito Democratico, ha poi spiegato in un’intervista a Repubblica che il parlamento «non ha più l’esclusiva nella produzione di norme»: le regioni hanno cioè potere legislativo così come è in crescita il «rilievo normativo dell’Unione europea». Dopo la riforma diminuirebbe dunque sensibilmente il numero di rappresentanti per abitante, ma l’Italia resterebbe comunque nella media degli altri paesi dell’Europa occidentale. I tempi sono ora piuttosto stretti e a inizio agosto Zingaretti è tornato a chiedere alla maggioranza di rispettare gli accordi sulla legge elettorale: apparentemente Zingaretti considera sbagliata la modifica costituzionale sul numero dei parlamentari – che il PD ha approvato – a meno che non si approvi una nuova legge elettorale. Resta comunque importante il dato dell’affluenza anche per capire – in relazione al risultato finale – quale sia stato l’interesse dei cittadini davanti ad una legge da anni annunciata dal Movimento 5 Stelle e sulla quale il Governo giallorosso vi ha scommesso l’iniziale patto di alleanza nell’estate 2019. Nicolò Olia - 20 Settembre 2020; Sì o no al taglio dei parlamentari? Referendum, quanto si risparmia con il taglio dei parlamentari 27 Agosto 2020, di Alberto Battaglia Il referendum confermativo che sottoporrà al vaglio popolare la riduzione dei parlamentari da 945 a 600 unità è stato fissato per le date del 20 e 21 settembre . I partiti e il PD Dobbiamo pensare che il taglio dei parlamentari diventi a quel punto pericoloso per la democrazia?». E il risultato è straordinario. La legge doveva entrare in vigore a gennaio, ma una richiesta dei senatori, di fatto, l’aveva sospesa rendendo necessario il referendum. Ma l’argomento economico non starebbe in piedi di per sé. La democrazia, sostiene Cuperlo, non ha prezzo: la riforma non è stata accompagnata dalle misure concordate per garantire un equilibrio a tutela della rappresentanza. Verrà inoltre stabilito un tetto massimo al numero dei senatori a vita nominati dai presidenti della Repubblica: mai più di 5. Sì o No Nonostante l’iniziale apparente unanimità nel sostenere la riforma, 71 senatori di vari partiti avevano infatti firmato per indire un referendum costituzionale. I risultati arriveranno dopo lo spoglio elettorale che comincerà immediatamente alle ore 15 di lunedì, con la diretta live anche qui sul Sussidiario.net che si aggiornerà di pari passo ai primi exit poll e i dati finali. Oggi ci sono un deputato ogni 96 mila abitanti e un senatore ogni 188 mila abitanti. Referendum 2020 taglio dei parlamentari: Il 20 e 21 settembre 2020 i cittadini sono stati chiamati a votare la riduzione del numero dei parlamentari da 945 a 600, di cui 400 alla Camera e 200 al Senato, in concomitanza con le elezioni amministrative e regionali. Nonostante la differenza di vedute all’interno del Carroccio, Roberto Calderoli ha tenuto a ricordare: «Finalmente, dopo quasi 30 anni di battaglie parlamentari in commissione ai Aula, si realizza questo mio sogno che ho sempre portato avanti con ostinazione in quasi tre decenni, quello di ridurre il numero dei parlamentari per avere un Parlamento più snello, meno costoso e soprattutto più funzionale ed efficace nell’interesse dei cittadini.Ma ora non si rovini tutto con una legge elettorale proporzionale che ci farebbe tornare alla prima Repubblica, una legge che farebbe governare le solite ammucchiate di partiti che perdono le elezioni e poi governano senza averle vinte». Cosa prevede e qualche numero E più è alto questo rapporto, spiega Il Manifesto, «meno i cittadini sono rappresentati, nel senso che un parlamentare deve rappresentare una fetta maggiore di “popolo”». La proposta sul taglio dei parlamentari era stata firmata da 71 senatori, 7 in più del numero minimo richiesto. L'Alligatore/ Anticipazioni ultima puntata oggi 15 dicembre: Max morirà? Il sì ha vinto al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sul taglio del numero dei parlamentari. Taglio dei parlamentari, perché votare “Sì” siamo ancora qui e abbiamo dimostrato di essere trainanti, il motore del cambiamento. Chi vota “no” ne chiede invece l’abrogazione. Ricordiamo che lo scrutinio delle Comunali avverrà domani, esattamente come per la Regione Valle d’Aosta. Con il taglio ci sarebbe un deputato ogni 151 mila abitanti e un senatore ogni 302 mila. © RIPRODUZIONE RISERVATA, Referendum sul taglio dei parlamentari: 20-21 settembre (LaPresse, 2020), Pubblicazione: 16.12.2020 Ultimo aggiornamento: 14:52, Pubblicazione: 16.12.2020 Ultimo aggiornamento: 13:29, Pubblicazione: 16.12.2020 Ultimo aggiornamento: 12:45, Referendum 2020, taglio parlamentari: risultato, exit poll, proiezioni, Bersani: "Possibile nuovo Governo Renzi-Centrodestra"/ Video "Maggioranza c'è, ma...", DPCM NATALE “ITALIA ZONA ROSSA 24 DICEMBRE-EPIFANIA”/ Conte verso lockdown: le regole, Piano vaccini gennaio 2021: regole/ Arcuri: “avvio simbolico in tutta Ue dopo Natale”, Saviano: “Governo incapace, lockdown solo con ristori”/ “Sud morto, servono migranti”, Legge salva suocero di Conte/ Michele Anzaldi di Italia Viva: “Chi l'ha scritta?”, GOVERNO-REGIONI, VERTICE LOCKDOWN NATALE/ Zaia con Boccia: “zona rossa fino Befana”, Sondaggi politici/ Lega sale al 23,8%, Pd al 20,7%. “ai miei amici avevo detto che il Sì avrebbe toccato il 65%”. Le urne saranno aperte domenica 20 settembre dalle ore 7.00 alle 23.00 e lunedì 21 settembre dalle 7.00 alle 15.00. Altri, in modo simile, sostengono che vada preso atto della crisi della democrazia rappresentativa e che dunque, invece di difendere le istituzioni così come sono, sia necessario rinnovarle. Ieri andando al proprio seggio, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha commentato «Se ho votato bene? La ministra Azzolina ha detto che i nuovi banchi con le ruote non sono indispensabili, ma servono, La storia dei doughnut, ciambelle non americane. È quindi probabile, sempre che adesso si riesca a votare il proporzionale prima del 20 settembre (non facile) che in futuro cambi ancora. Nei referendum costituzionali non si tiene conto del quorum, come nei normali referendum abrogativi. DIRETTA/ Arezzo Fano (risultato 0-1) video streaming tv: gol di Barbuti! (a cura di Paolo Vites e Niccolò Magnani). Quel numero deriva dalla Costituzione del 1948, leggiamo due articoli. Ultimo aggiornamento: 22 settembre 2020 ore 14:06 QUESITO 1. La riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari era stata approvata all’inizio di ottobre 2019 con il voto favorevole praticamente di tutti i partiti. In scienza e coscienza. Gli italiani stanno votando Sì o No al taglio dei parlamentari? Non è rilevante in termini politici ciò che è rilevante è il voto al Sì, è l’assoluta normalità. Ecco l'elenco dei 64 inquilini di Palazzo Madama che hanno firmato per promuovere il referendum sul taglio dei parlamentari. Tutti i risultati del referendum costituzionale e delle elezioni del 2020. Per questo motivo, a livello di Costituzione, non serve alcun quorum che “validi” il voto: il risultato sarà valido a prescindere dal numero di voti espressi. Per i sostenitori del No, l’argomento economico non regge per due motivi. Maratona Mentana 21 settembre: le battute del Direttore durante lo spoglio del referendum e delle elezioni regionali 21 Settembre 2020. Se la riforma venisse approvata, l’Italia diventerebbe il grande paese europeo con il Parlamento più piccolo in proporzione alla popolazione. RISULTATI REFERENDUM 2020 - TAGLIO PARLAMENTARI - ITALIA 61.622 sezioni su 61.622. Praticamente possiamo solo dire sì a ogni capriccio del M5s, anche se si tratta di distruggere la nostra democrazia?». RISULTATI REFERENDUM 2020 - TAGLIO PARLAMENTARI - REGIONE marche 1.577 sezioni su 1.577. Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico, aveva condizionato il Sì ad alcune misure di «riequilibrio» e a una modifica condivisa della legge elettorale in senso proporzionale, con sbarramento al 5 per cento. La riforma avrà un effetto iper-selettivo, limitando sensibilmente la voce in Parlamento delle forze minori e distorcendo la rappresentanza a vantaggio dei territori più popolosi». La proposta sul taglio dei parlamentari era stata firmata da 71 senatori, 7 in più del numero minimo richiesto. Tre ragioni per votare sì al referendum sul taglio dei parlamentari. Un dato di partecipazione importante che, per dirla con le parole rilasciate a La Repubblica da Pietro Vento, direttore dell’istituto di sondaggi Demopolis, “appare comunque significativa: non è rimasta limitata agli ‘addetti ai lavori’“. Dopo il caso di Genova ieri o è Taranto a chiudere un seggio nella sezione 69 (scuola “Volta” di Taranto) per sospetto caso di Covid-19: uno scrutatore dopo la prima giornata di votazione per oggi non si è presentato accusando febbre e sintomi influenzali. Matteo Orfini, ex presidente del partito, ha detto: «Ci fu garantito che il taglio sarebbe stato preceduto da una nuova legge elettorale proporzionale e accompagnato da modifiche costituzionali che garantissero che quel taglio non sfasciasse l’impianto costituzionale». C’è insomma chi ritiene un errore scambiare una norma di rango costituzionale con una legge ordinaria qual è la legge elettorale. I calcoli hanno mostrato un risparmio di circa 57milioni l’anno, divisi in 37milioni risparmiati alla Camera dei Deputati e 20milioni risparmiati al Senato. «Rinnovo l’appello alla collaborazione a tutti gli alleati e a fare di tutto affinché, a partire dal testo condiviso dalla maggioranza, si arrivi entro il 20 settembre a un pronunciamento di almeno un ramo del Parlamento». Giorgio Gori, sindaco di Bergamo del PD e sostenitore del No, non crede che sia sufficiente la sola riforma della legge elettorale, perché le leggi elettorali si possono sempre rifare e non sono paragonabili alle riforme costituzionali: «Le leggi elettorali si fanno e si disfano. Referendum, cosa succede se vince Sì/ Taglio parlamentari: cambiano Camera e Senato. In entrambi i casi sarà un messaggio molto importante lanciato al Governo Conte-2 che – assieme a Regionali e Comunali – prospetta possibili scenari post-voto che vanno dal rimpasto alla “spallata” del Cdx fino al semplice proseguire della legislatura. Il Movimento 5 Stelle è il partito che ha portato avanti e sostenuto la riforma come parte della sua lunga campagna cosiddetta “anti-casta”, ma in realtà quasi tutti i grandi partiti hanno mostrato interesse o simpatia per gli stessi temi (le ultime due riforme costituzionali proposte, e bocciate dagli elettori, prevedevano tra le altre cose anche il taglio del numero dei parlamentari). Il referendum di Renzi, dice Nasi, è stato esattamente quello che si è verificato oggi: “Ai tempi di Renzi il parlamento era diviso a metà e si sapeva che c’era una frangia del centrosinistra che voleva votare contro di lui con il centrodestra unito si sapeva avrebbe perso. Con l’approvazione della riforma saranno ridotti anche i parlamentari eletti dagli italiani all’estero: passeranno da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. Oltre al problema di rappresentanza legato alla penalizzazione di alcuni territori, si pone un problema di rappresentanza in generale: aumenterebbe cioè il rapporto tra il numero degli abitanti e il numero dei parlamentari (deputati e senatori). Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari"? Il Referendum sul taglio dei parlamentari 2020 ha visto prevalere nettamente il Sì: come anticipato dagli ultimi sondaggi politici disponibili, il via libera alla riforma costituzionale è arrivato con il 69,94% dei voti. I dati reali del Viminale invece, con la copertura di 6,990 sezioni su 61.622 il Sì è addirittura al 6,9,28% contro il 30,72% del No al taglio di 345 parlamentari.